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Fratelli e sorelle sul dopo di noi

Sono la sorella di una persona con disabilità

Ho scelto di diventare amministratrice di sostegno di mio fratello: non sono una mera contabile, ma una persona che si prende cura di un’altra

Così Donatella, 62 anni, sorella di Biagio, 60 anni, inizia il suo racconto durante uno dei tre incontri sul territorio della provincia di Varese organizzato da una rete di enti e associazioni che col tema del Dopo di Noi hanno a che fare tutti i giorni.

Progetto 98, Anffas, Cooperativa Il Millepiedi, Iris Accoglienza, Solidarietà e Servizi, Fondazione Renato Piatti hanno pensato di invitare la comunità ad una serie di incontri sparsi sul territorio per raccontare, a partire dalle storie di fratelli e sorelle che hanno scelto oppure no di diventare amministratori dei propri famigliari con disabilità, che cosa significa progettare il Dopo di Noi nel Durante Noi.

Ciò che è nato è qualcosa di significativo che la comunità ci chiede di lavorare e rilanciare: ogni incontro ha visto la partecipazione di più di 50 persone, molte delle quali hanno condiviso nel grande cerchio che le ha accolte, le loro storie di sofferenza, fatica e dolore.
Ha preso la parola una giovane dicendo tra le lacrime: “Io vorrei potermi confrontare con altri fratelli e sorelle come me, perché in futuro, quando i miei genitori non ci saranno più, io vorrei stare vicina a mia sorella che ha una disabilità grave, ma non so come fare”.

Sono tante le storie di famiglie e persone che hanno raccontato la difficoltà

E tante sono state le storie di famiglie e persone che hanno raccontato la difficoltà ad accedere a servizi di cura, la mancanza di informazioni, la solitudine che provano, il dolore che hanno nel vedere peggiorare i loro famigliari e non sapere cosa fare.

Questi incontri, grazie alla presenza di avvocati, mediatori familiari, educatori professionali e responsabili di Comunità alloggio hanno fornito ai presenti gli spunti necessari per compiere i primi passi e rendere un progetto di vita qualcosa di possibile e concreto, ma soprattutto condiviso con la persona con disabilità, protagonista della sua storia.